PRINCIPI DEL WB-EMS TRAINING

Negli anni ci siamo resi conto di quanto sia facile confondere il WB-EMS TRAINING con l’ELETTROFITNESS, disciplina eseguita più volte a settimana con l’utilizzo di attrezzi ausiliari e che sposta il focus dalla MASSIMA CONTRAZIONE VOLONTARIA del cliente (a corpo libero e quindi con molte meno controindicazioni per quanto riguarda carichi su articolazioni o lesioni precedenti) all’intensità dell’impulso del device utilizzato o all’attrezzatura extra.
Per questo motivo, al fine di poter comprendere meglio la logica e l’applicazione del WB- EMS TRAINING (e quindi i risultati ottenibili se correttamente applicato), abbiamo deciso di iniziare questo percorso per chiarire in modo puntuale alcuni concetti che risultano fondamentali.
L’EMS deriva originariamente dalla fisioterapia.

Nell’ambito di tale tecnica vengono indossati giubbotti con elettrodi o posizionati elettrodi per stimolare i muscoli in più parti del corpo.
Normalmente i muscoli ricevono i comandi sotto forma di PICCOLI IMPULSI ELETTRICI emessi dal CERVELLO.
Nell’EMS questo processo avviene tramite elettrodi esterni: il muscolo si contrae senza che sia necessario uno stimolo da parte del cervello.
IL MUSCOLO NON E’IN GRADO DI DETERMINARE L’ORIGINE DEL SEGNALE E REAGISCE CON UNA CONTRAZIONE.
È importante sapere che per quanto riguarda la stimolazione vera e propria dei muscoli scheletrici striati si parla di IMPULSI A BASSA FREQUENZA, mentre la frequenza intermedia e alta trovano anch’esse impiego nell’EMS come frequenza di supporto oppure in terapia.
Secondo la legge di henneman, nel classico allenamento di potenziamento vengono chiamate in causa inizialmente le ST (resistenza all’affaticamento), successivamente, con l’aumento del carico verso la fine della sessione e solo in presenza di sollecitazioni molto intense o esplosive, le ft iia e le ft iib.

Nell’ems questo principio della casualità avviene in ogni caso, a seconda dei compiti assegnati, in modo non direzionato con un reclutamento iniziale preferibilmente delle ft iib.
Quindi si avrà che:
- nell’ems vengono reclutate molte più fibre rispetto a un normale allenamento (si parla di più di 300 fibre coinvolte contemporaneamente a fronte di 100-120).
- maggior affaticamento delle fibre rapide.
- gli obiettivi di potenza sono vincolati alle frequenze: più basse per le
fibre a contrazione più lenta, più alte per le fibre a contrazione rapida.
- l’allenamento deve essere combinato con contrazioni volontarie.
Con soli 10 – 20 minuti di allenamento EMS integrale si possono ottenere miglioramenti prestazionali, difficilmente raggiungibili con un allenamento tradizionale di durata superiore a 60 minuti.
Gli esercizi richiamano movimenti della vita quotidiana, viene quindi rieducata la capacità motoria e migliora la coordinazione intramuscolare e soprattutto intermuscolare.
Non è necessaria una netta separazione tra allenamento di potenziamento e allenamento prestazionale.
L’EMS può quindi essere considerato come un ALLENAMENTO ALTAMENTE EFFICACE per tutto il corpo, in cui già con poco dispendio di tempo (circa 20 minuti a settimana) è possibile raggiungere numerosi obiettivi. La combinazione di CONTRAZIONE MUSCOLARE VOLONTARIA, movimenti sportivi o specifici della vita quotidiana e contemporanea attivazione di tutti i grandi gruppi muscolari crea STIMOLI COMPLETAMENTE NUOVI, rendendo di conseguenza l’allenamento breve e intenso.